Fiat 500 cabrio
Ciò che mi colpisce quando guido un'auto scoperta è esattamente quel che mi capita quando vado in moto. Non sono le prestazioni. Non "l'emozione del cielo sopra la testa", tormentone quanto mai trito.
Ciò che mi colpisce quando guido un'auto scoperta è esattamente quel che mi capita quando vado in moto. Non sono le prestazioni. Non "l'emozione del cielo sopra la testa", tormentone quanto mai trito. I magici meccanismi della capote mi lasciano freddino. Quello che mi colpisce in faccia come uno schiaffo sono gli odori. Sì, gli odori, anche lievi (anche sgradevoli), quelli che, nelle auto chiuse, non si sentono per niente.Sulla 500 cabrio ho riscoperto, nel verde della campagna novarese, l'odore dell'erba tagliata, dell'auto che ho davanti, del riso che matura nelle risaie. E questo con un semplice clic del pulsante sul tetto, accanto allo specchietto retrovisore. Il grande rettangolo di tela di inizia ad arrotolarsi all'indietro (20 secondi per completare l'operazione, in due fasi: nella prima si apre solo il tetto, nella seconda si scopre tutta compreso il lunotto) e un diluvio di olezzi m'avvolge.
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